Il Papa sconfessa la CEI: obbedite ai divieti di celebrare la messa…

La doccia gelata per i cattolici italiani è arrivata questa mattina dalla quotidiana messa celebrata a Santa Marta da Papa Francesco.

Tutti si aspettavano che il Santo Pontefice si schierasse apertamente a fianco della CEI (Conferenza episcopale Italiana) nella protesta contro la pretesa del Governo Conte di continuare a vietare le messe celebrate in pubblico anche durante la cosiddetta “Fase 2”. E invece il segnale è stato completamente opposto.

Papa Francesco non ha detto una parola sulle proteste dei cattolici che vogliono tornare a messa, ma ha addirittura  esortato tutti alla “prudenza” e all’“obbedienza di fronte alle regole” che ci starebbero difendendo dalla minaccia del Covid-19. Come dire: non protestate ed allineatevi a quello che decide il Governo.

E questo nonostante la netta presa di posizione dei vescovi italiani, nel comunicato diffuso dalla CEI contro il Dpcm di Conte del 26 aprile: “dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato questa sera esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo. (…) I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale.”

Indicazione chiara che l’autorevolissimo “Centro studi Rosario Livatino” si era impegnato a tradurre in un ricorso alla giustizia amministrativa: “A brevissimo presenteremo al TAR-Lazio un ricorso contro il Dpcm 26 aprile 2020, per l’annullamento di esso nella parte in cui, conferma la sospensione delle cerimonie religiose, con la sola esclusione di quelle funebri (e a condizione per queste che vi partecipino non più di 15 “congiunti”, con mascherine e distanziati).”

“Avendo nel nostro statuto fra gli scopi la difesa della libertà religiosa anche con azioni in sede giudiziaria” – continua il comunicato del Centro Studi – “reputiamo la prosecuzione della sospensione illegittima perché in contrasto con le seguenti norme della Costituzione: art. 19 Cost. in quanto comprime la libertà di culto, che è espressione della libertà religiosa; art. 7 in quanto non sostenuta dalle necessarie intese con la Conferenza Episcopale Italiana, come impone l’Accordo di revisione del Concordato del 1984, all’art. 13 co. 2; art. 3 perché discrimina fra tipologie di cerimonie religiose, allorché permette di assistere a una S. Messa solo se si celebra un funerale, in carenza di qualsiasi potere in capo al Governo di decidere quale tipo di Messa è ammissibile e quale no (…)”

Che dire? C’è da essere molto preoccupati non solo per la libertà religiosa, ma anche per il destino della Chiesa cattolica, non solo in Italia…

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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