Il Pil dell’Italia nel 2020 calerà del 9,1%. Ma il vero malato è l’Europa

L’Fmi ha diffuso le sue stime sull’andamento del Pil mondiale, da cui risulta che l’Italia è una delle economie maggiormente colpite in tutto il Pianeta. Il nostro Pil si contrarrà quest’anno del 9,1% a causa del Coronavirus dopo essere cresciuta dello 0,3% nel 2019. Secondo il Fondo nel 2021 ci sarà una ripresa, con il Pil in aumento del 4,8%. Rispetto a gennaio 2020, le previsioni per l’Italia nel 2020 sono state riviste al ribasso del 9,6%. Il tasso di disoccupazione in Italia nel 2020 sale al 12,7% dal 10,0% del 2019.

Ovviamente questi dati hanno dato la stura alla solita retorica dell’auto-flagellazione italiana, ma in realtà il vero malato che emerge dai dati dell’Fmi non è il nostro Paese.

Infatti, in una economia globale travolta dal coronavirus il Pil calerà del 3% nel 2020, ovvero 6,3 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Lo prevede il Fmi definendo il ‘Great Lockdown’, la grande chiusura, la recessione peggiore dalla Grande Depressione degli anni 1930 e decisamente peggio della crisi del 2008 (Pil -0,1%).

In questo contesto il Pil di Eurolandia calerà nel 2020 del 7,5% per poi salire del 4,7% nel 2021, prevedendo per la Germania e la Francia contrazioni quest’anno rispettivamente del 7,0% e del 7,2%. Il Pil spagnolo è atteso calare dell’8%, mentre quello britannico del 6,5%. Insomma l’Europa, e segnatamente l’area dell’Euro, cala in proporzioni doppie rispetto al resto del mondo. E anche prima della crisi del Coronavirus l’economia europea era quella che cresceva meno nel mondo, con forti asimmetrie interne tutte a favore della Germania.

Insomma, se il calo del 9,1% è comprensibile per l’Italia che è uno dei paesi più colpiti al mondo dall’epidemia, il calo complessivo dell’Europa, raffrontato con quello mondiale, dimostra ancora una volta che ad essere sbagliato è il sistema della nostra economia continentale. Ulteriore dimostrazione che, nel superare l’emergenza ma soprattutto dopo, bisognerà mettere radicalmente in discussione l’Euro, la BCE e i meccanismi economici dell’Unione europea.

“Le ricadute economiche riflettono shock acuti in particolari settori e per questo la politica deve attuare misure di bilancio e monetarie mirate a sostegno di famiglie e imprese” ha detto il capo economista del Fmi Gita Gopinath. Ma mentre le banche di tutto il mondo stampano moneta ed erogano aiuti veri alle economie nazionali, in Europa la BCE può al massimo usare il “bazooka a salve” del Quantitative Easing, mentre la Commissione europea crede solo nella religione dell’austerità neo-liberista della Germania.

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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