In provincia di Reggio Emilia si onorano ancora i busti di Lenin…

La Gazzetta di Reggio, nell’edizione odierna apre la prima pagina col titolo: “Anniversario. Lenin da mezzo secolo abita a Cavriago”; l’occhiello completa: “storia, testimonianze e mitologia del Busto donato dai compagni dell’Unione Sovietica”. All’interno due pagine intere dedicate al prezioso dono, che proveniva dalla Moldavia, su ordine esplicito dello stesso Lenin, lusingato da un messaggio che i compagni di Cavriago gli inviarono in occasione della Rivoluzione d’ottobre del 1919.

Cavriago, per i non reggiani, dista 5 km dal capoluogo. Nelle due pagine dedicate all’evento, trasudanti di orgoglio per “essere famosi in tutto il mondo” per quel Busto posto nell’omonima piazza, si possono leggere, la testimonianza di una delle due persone che andarono a prendere il Busto all’ambasciata Sovietica a Roma, la quale riferisce che l’originale donato dalla Moldavia era in scagliola, ma loro preferirono uno in bronzo che era nel giardino dell’ambasciata.

L’originale è comunque posto davanti al Municipio di Cavriago. L’assessore attuale alla cultura comunica, rammaricata, che a causa del Covid 19, le celebrazioni ufficiali commemorative saranno rinviate, ma si faranno in pompa magna. Altre testimonianze: quelle di un gruppo musicale che ha dedicato una canzone a Lenin, due sposi romani che hanno celebrato il matrimonio davanti al Busto, l’ex consigliere comunale di una lista civica di Cavriago che si è fatto fare un Busto in miniatura e a piedi lo ha portato, nello zaino, al mare, in Toscana.

Dopo aver letto tutto ciò mi sono stropicciato gli occhi ed ho guardato il calendario. Mi sembrava di aver letto la Pravda ed essermi catapultato in Unione Sovietica, quella dei Gulag, dei milioni di morti, molti dei quali ebrei, delle deportazioni di Stalin di intere popolazioni, dei manicomi nei quali venivano rinchiusi i dissidenti del regime comunista.

Mi sono destato e ho realizzato che siamo nel 2020: in piena pandemia Covid 19. A Cavriago il tempo si è fermato, la Bolognina di Occhetto, che fece lo strappo col PCI e la sua storia, a parole a dire il vero, il voto di alcuni mesi fa del Parlamento Europeo che condannava nazismo e comunismo, equiparandone le barbarie, come se non fossero mai avvenuti. Nel piccolo paese Reggiano, si vive in una bolla d’aria, gli attuali amministratori, sempre di sinistra, rivendicano con orgoglio quel Busto.

Mi sovviene che già nel 2003, quando collaboravo col Ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, lui venne dalle nostre parti per un impegno istituzionale. Andammo a pranzo in un noto ristorante di Cavriago e dopo pranzo gli dissi che a poche centinaia di metri vi era un Busto di Lenin, con omonima piazza dedicata. Lui incredulo volle vederla. Ci recammo tutti a vederlo e quando fummo sul luogo la sua incredulità divenne stupore. Che oggi un quotidiano locale, che fa parte del gruppo Repubblica ed Espresso non provi un minimo di vergogna nel celebrare con tanta enfasi Lenin, che instaurò una delle più crudeli dittature del XX secolo, grida vendetta al cospetto delle vittime di quel regime e della coscienza democratica di ciascuno di noi.

Quando ci poniamo la domanda del perché, da 75 anni, nella provincia di Reggio Emilia vince sempre la sinistra, pensiamo anche a Cavriago.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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