La divisione dei poteri, base della dottrina Democratica, esiste ancora? O meglio: è mai esistita?

È l’inizio del mese scorso quando, su La7, Giletti scoperchia il mostruoso vaso di Pandora sulla giustizia italiana, dopo la pubblicazione delle intercettazioni di Luca Palamara, ex presidente dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati), indagato dalla procura di Perugia dal 2018. Il ciclo dell’eterno ritorno, come lo chiamano alcuni filosofi, oppure semplicemente un filo mai interrotto che collega Salvini a Berlusconi, reso noto solo grazie all’abilità giornalistica di Giletti?

Dunque, dopo l’ormai celebre “Salvini, anche se ha ragione sui migranti va attaccato”, leggiamo sul Riformista che Berlusconi, secondo il magistrato Amedeo Franco, sarebbe stato “trattato ingiustamente” e “condannato a priori” in una vicenda guidata dall’alto. Un vero e proprio “plotone d’esecuzione” creato ad hoc per togliere il Cavaliere dal centro della politica italiana.

Sono passati più di 19 anni da quel 25 giugno 2001 quando la Guardia di Finanza perquisisce gli uffici di Mediaset a Cologno Monzese ed inizia il processo sull’acquisizione dei diritti Tv. Una vicenda che si concluderà l’8 maggio del 2013, quando la Corte d’Appello, accogliendo le richiesta del pg, confermerà la sentenza di primo grado a quattro anni di reclusione (di cui tre condonati per l’indulto) per Silvio Berlusconi, il quale riotterrà dal tribunale di sorveglianza di Milano la riabilitazione alla candidatura per Camera e Senato soltanto nel maggio del 2018.

Una vicenda che sembra oggi riaprirsi assieme all’annoso dibattito sulla necessità di una scissione tra giudici e pubblici ministeri ed infervora gli animi di chi da sempre sostiene che in Italia ci sia un pezzo di magistratura che fa politica attaccando gli avversari.

“Dopo le intercettazioni di Palamara contro il sottoscritto, spunta un altro audio di un magistrato che ammette l’uso politico della Giustizia: solidarietà a Silvio Berlusconi per il processo farsa di cui è stato vittima. È l’ennesimo episodio che ci ricorda la necessità di una riforma profonda”, dice il leader della Lega Matteo Salvini. “Che cosa si aspetta,” aggiunge in un’altra intervista, “ ad azzerare il Csm e a procedere per sorteggio? Ho tale stima per Mattarella che non mi permetto di chiedere nulla, è sotto i suoi occhi e sotto quelli di 60 mln di italiani che un conto è l’indipendenza della magistratura, un altro è amministrare per motivi partitici l’esercizio della magistratura”.

Ancora più duro il commento dell’alleata Giorgia Meloni all’indomani della rivelazione dello scandalo “ Quello che è stato documentato ieri sera da Quarta Repubblica sulla sentenza di condanna di Silvio Berlusconi è l’ennesima prova che in Italia esiste un pezzo di magistratura che fa politica e attacca avversari politici, invece di cercare la giustizia e dare risposte ai cittadini. Fa rabbrividire l’idea che la legge non sia uguale per tutti e che ci siano giudici che utilizzino il loro potere per colpire qualcuno. È un affronto a tutti quei servitori dello Stato che ogni giorno fanno il loro lavoro e sono in trincea per difendere i diritti degli italiani. Perché senza giustizia non c’è libertà.”

A sinistra, invece, tutto tace, tranne Matteo Renzi: “Non so dove sia la verità ma so che un Paese serio su una vicenda del genere – legata a un ex Presidente del Consiglio – non può far finta di nulla. Non ho mai appoggiato i Governi Berlusconi e Berlusconi non ha mai votato la fiducia al Governo Renzi (a differenza di altri governi anche di centrosinistra): quindi, per me Berlusconi è un avversario politico. Ma, proprio per questo, è doveroso fare chiarezza su ciò che esce dagli audio di quella trasmissione e nessuno può permettersi il lusso di far finta di niente”.

Infine, mentre tra i corridoi c’è chi vocifera che Forza Italia abbia intenzione di formare una maggioranza al governo assieme al M5S ( a gran voce vero deus ex machina della riabilitazione berlusconiana), la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini, nel corso di una conferenza stampa del Partito azzurro di due giorno fa, richiede che Berlusconi sia “subito senatore a vita, come ha giustamente proposto la collega Ronzulli, per ripagarlo in parte dell’indegna cacciata dal Parlamento del 2013”. Una richiesta che anche Salvini ritiene “fondata” e che ci aspettiamo non finisca qui.

 

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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