La Meloni rompe l’incantesimo: in Italia c’è ancora il diritto di protestare

“Davanti Palazzo Chigi con i parlamentari e i consiglieri regionali del Lazio di Fratelli d’Italia, a due metri di distanza l’un l’altro, con guanti, mascherine e un cartello: ognuno di loro rappresenta una delle categorie che vivevano del loro lavoro, che per decreto hanno dovuto chiudere e che rischiano di non avere un futuro. Coloro che avrebbero voluto essere qui. Noi vogliamo dar loro voce.” Con queste parole Giorgia Meloni ha spiegato su Facebook la manifestazione di Fratelli d’Italia davanti alla Presidenza del Consiglio.

Ma oltre le sacrosante ragioni di questa protesta, è estremamente importante – un vero atto di coraggio e di amore per l’Italia – che una forza politica abbia rotto l’incantesimo per cui era impossibile protestare in Italia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Un incantesimo con cui si era protetto il Governo Conte per gestire l’emergenza prescindendo dal Parlamento e senza ascoltare le categorie.

Oggi che l’incantesimo si è rotto, molte altre realtà politiche e sociali prenderanno coraggio e faranno sentire la loro protesta – nei modi giusti e ponderati come ha fatto Fratelli d’Italia – contro l’approssimazione e l’insufficienza delle misure governativa sulla più grave crisi che ha colpito l’Italia dal dopoguerra.

Per questo è ancora più grave e sconcertante la reazione stizzita di Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Come si risolvono i problemi? Non andando a manifestare per un quarto d’ora in piazza, lo dico, con massimo rispetto alla politica”. Non crediamo che gli Italiani, e in particolare gli elettori sovranisti, apprezzeranno molto questo improvviso voltafaccia “moderato” del leader della Lega.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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