La pistola puntata della Corte costituzionale tedesca sull’Italia: entro 3 mesi dobbiamo aderire al MES per far acquistare i nostri titoli di stato dalla BCE

“La Corte tedesca conferma la legalità del Quantitative Easing della Bce” questo è il titolo rassicurante con cui Repubblica ha dato la notizia della decisione di questa mattina della Corte costituzionale tedesca di Karlsruhe.

Ma, purtroppo, le cose non stanno in questi termini. È un sì – limitato- e con molte riserve e un pesante monito al governo di Berlino quello arrivato dalla Corte Costituzionale tedesca chiamata a stabilire la legittimità del Pspp, il piano di acquisti lanciato ai tempi di Mario Draghi dalla Banca Centrale Europea (appunto il cosiddetto Quantitative Easing). La corte di Karlsruhe si limita ad accettare le decisioni della Corte di Giustizia europea e a stabilire che il programma “non viola il divieto di finanziamento monetario” degli Stati membri. Ma nel giudizio odierno – che, si spiega, non riguarda le misure adottate nell’emergenza Coronavirus – la Corte lancia pesantissime responsabilità al governo e al Parlamento tedesco affinché adottino misure contro il Pspp. Infatti secondo i giudici tedeschi l’acquisto di titoli di Stato da parte della Banca centrale europea “viola in parte” la Costituzione tedesca, in quanto il governo tedesco e il Bundestag “non hanno esaminato le decisioni della Bce”.

La Corte tedesca ha detto che la Bce ha tre mesi di tempo per dimostrare che “gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal programma di acquisto di titoli pubblici non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica fiscale ed economica derivanti dal programma”. Per questo, secondo quanto deciso dalla corte, “dopo un periodo di transizione di non più di tre mesi, per permettere il necessario coordinamento con l’Eurosistema, la Bundesbank non potrà più partecipare all’implementazione ed esecuzione delle decisioni in questione della Bce a meno che il consiglio direttivo della Bce adotti una nuova decisione che dimostri appunto la proporzionalità del suo programma”.

I giudici della corte costituzionale tedesca che nel dispositivo della sentenza sottolineano come il governo federale e il parlamento abbiamo il compito di assicurarsi che la Bce conduca una valutazione sulla proporzionalità dei suoi programmi.

Tradotto in chiaro, come ha ecidenziato Luciano Barra CAracciolo su Twitter: se entro tre mesi l’Italia e gli altri paesi finanzia rimanete deboli non aderiscono al MES non potranno più appoggiarsi neanche alla Banca Centrale Europea. Come avevamo previsto il nodo scorsoio europeo comincia a stringersi sul collo del nostro Paese.

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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