La scuola ai tempi del Coronavirus: le proposte di Gioventù Nazionale e Azione Studentesca

La totale incertezza sulla fine dell’incubo Coronavirus mette a serio rischio la regolare conclusione dell’anno scolastico.

Il paventato prolungamento delle misure di restrizione volute dal Governo, e dunque della conseguente chiusura dei plessi scolastici di tutta Italia, preoccupa fortemente gli studenti e gli insegnanti, chiamati entrambi a compiere dei veri e propri “salti mortali” per garantire la conclusione dei programmi scolastici e delle relative interrogazioni.

Qualcuno potrebbe parlare di “falso allarme”, di “un inutile preoccupazione” data l’esistenza di moderne tecnologie che consentono ormai l’agevole superamento di ogni problematica o – come in questo caso – di ogni qualsiasi distanza.

Tuttavia, l’emergenza sanitaria mette prepotentemente in luce come anche nella iper-tecnologica società del 2020 l’istruzione italiana viaggi ancora a due velocità: da un lato, infatti, gli istituti all’avanguardia hanno assicurato sin da subito la regolare ripresa delle lezioni, dall’altro, invece, negli istituti cosiddetti di “serie B” le lezioni sono state riprese, purtroppo, in un tempo successivo, anche a distanza di più settimane dalla data di chiusura dei plessi.

Se consideriamo, però, che quest’ultimi istituti rappresentano la maggioranza nel nostro Paese, è oggettivo immaginare che l’attività didattica si trasformi in una vera e propria corsa contro il tempo, scaturita dalle primarie necessità di assicurare sia il completamento del programma scolastico, che il numero minino di interrogazioni per ogni studente.

Ma se lo svolgimento delle lezioni è scandito da ritmi frenetici, quale preparazione possiamo attenderci da questi studenti? Fino a che punto possiamo ammettere che il rapido completamento dell’anno scolastico possa sacrificare una formazione che deve essere necessariamente di qualità e per la quale non può essere sufficiente attenersi alla semplice valutazione numerica, di cui, peraltro, è forte il rischio che non rispecchi la preparazione e le aspettative del singolo studente?

In una delle più grandi emergenze sanitarie della storia, lo Stato deve avere il coraggio di adottare misure straordinarie, anche estreme, nella totale salvaguardia dell’istruzione degli studenti.

In questo momento di crisi e di emergenza, è imperativo più che mai rimettere la scuola e l’istruzione al centro della vita pubblica della Nazione e delle attenzioni governative, perché – come i tanti giovani medici stanno dimostrando – un’istruzione di qualità è fondamentale per costruire il futuro dell’Italia.

Ed è proprio sulla base di tali considerazioni, che non potevano mancare le proposte lanciate dai movimenti “Gioventù Nazionale” e “Azione studentesca” per la conclusione dell’anno scolastico e che si riassumono di seguito:

Riforma straordinaria in deroga dell’esame di maturità. Ammissione di tutti gli studenti; abolizione delle prove scritte; sospensione Invalsi e Alternanza; esame svolto mediante colloquio orale, con commissione interna e Presidente esterno; discussione su tesina/elaborato originale del candidato; da poter svolgere anche in via telematica, se necessario.

Tutela dell’anno scolastico. Assegnazione del 35% delle ore di alternanza a tutti gli studenti dell’ultimo triennio; promozione diretta di tutti gli studenti; annullamento dei debiti formativi e recupero delle insufficienze tramite corsi estivi obbligatori.

Digitalizzazione. Creazione di un fondo per l’acquisto di computer e strumenti tecnici; emanazione di una linea guida unica sulla formazione a distanza; conferma del non conteggio delle assenze alle video-lezioni.

Rappresentanza. Convocazione straordinaria, anche per via digitale, dei Consigli di Classe e d’Istituto; riunione al Ministero del Forum delle Associazioni Studentesche; creazione di tavoli regionali di confronto; emanazione di una linea guida a tutela degli studenti disabili.

Alcune proposte, su tutte la riforma della maturità e l’eliminazione dei debiti formativi, potrebbero apparire a prima vista irrealizzabili o, a dire di alcuni malpensanti, rappresenterebberosolo “un mero pretesto per promuovere tutti gli studenti”.

A dispetto, però, di questi inutili e faziosi ragionamenti di taluni, si tratta di proposte ben ponderate con l’attuale realtà dei fatti, che mostrano ancora una volta una visione politica chiara e lungimirante della nostra destra giovanile, anche più prudente di alcuni rappresentanti dell’attuale Governo.

A conferma della fondatezza delle anzidette proposte, è notizia di qualche ora fa che qualora non si rientrasse entro il 18 maggio, il Ministro dell’Istruzione avrebbe in mente di prevedere l’ammissione di tutti gli studenti alla classe successiva, con il recupero degli eventuali debiti formativi attraverso lo svolgimento di corsi di recupero a partire dal mese di settembre. Per quanto riguarda l’esame di maturità, invece, si svolgerebbe nella sola forma orale, con la previsione di nuovi criteri di valutazione per l’assegnazione della lode.

In altri termini, le misure che andrebbe ad attuare il Ministero non sono altro che le proposte già lanciate dal movimento giovanile.

Complimenti ragazzi! Voto di maturità: 100.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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