Le sfida finale dell’UE all’Italia: le condizionalità che Berlino ci vuole imporre prima che arrivi Trump

Durante le scorse settimane abbiamo vissuto eventi drammatici, sebbene sottaciuti dai media. Prima un tentativo di colpo di mano da parte degli avversari interni del primo ministro Conte, a cavallo del cedimento di Gualtieri all’Eurogruppo. Seguito dalla dichiarazione TV “a braccio” del primo ministro ed indirizzata personalmente e direttamente agli avversari interni; in tale modo è stato chiesto esplicito aiuto ai supporter esterni dell’attuale governo, supporter che sono nemici di questa UE (…). Successivamente c’è stata la dovuta pace armata, in atto, passando per qualche concessione interna agli avversari per mantenere l’ordine pubblico.

In ultimo si è arrivati al Consiglio Europeo dove Conte ha rifiutato la proposta dell’Eurogruppo elaborata dall’uomo di apparato Gualtieri, rimandando al mittente la formulazione deliberata 12 giorni prima dall’Eurogruppo, evento più unico che raro in sede EUropea. Ad oggi i tedeschi stanno ancora valutando il da farsi.

Deve essere chiaro: la differenza tra oggi ed il 2011 è che a questo giro l’Italia ha a suo pieno supporto la superpotenza mondiale, gli USA di Trump. Dunque Conte è vivo e vegeto oltre che solidissimo nella sua posizione in forza di tale stampella d’acciaio, checché tutti ne dicano, direi anche che Conte oggi è intoccabile.

A seguire abbiamo visto i tedeschi non voler concedere alcunché all’Italia, nessun soldo per la ricostruzione, ben sapendo che il messaggio recondito della “non decisione” di S&P venerdì scorso sul rating italiano significa che gli USA non sono disposti a ribaltare il banco UE prima delle elezioni presidenziali di novembre prossimo. Ossia Trump oggi NON vuole mettere a rischio la sua rielezione in forza di una crisi finale della moneta unica, ossia del simbolo del globalismo. Come farà Giuseppi a tirare avanti senza soldi UE fino a novembre prossimo nessuno lo ha ancora capito….

È chiaro dunque che gli USA di Trump hanno fatto l’ennesimo dietro front, con l’Italia in via di uscita dalla moneta unica ad un solo metro dalla “grande operazione”, come successe in North Korea ed in Iran. Anche saggiamente direi, oltreoceano hanno riconosciuto che ribaltare l’euro oggi non aiuterebbe la rielezione trumpiana, forse l’avessero realizzato prima si sarebbe evitato di creare inutili tensioni.

In tale contesto l’UE non vuole concedere fondi all’Italia messa in ginocchio dal Coronavirus, ossia nessun soldo “aggratis“, nessun “grant“. O meglio, nessuno sa cosa stiano escogitando a Bruxelles, infatti non c’è un verdetto finale sui soldi che dovrebbe erogare l’UE. Ma i segnali sono inequivocabili: il blocco tedesco NON vuole concedere soldi a fondo perduto all’Italia, mentre gli eurobonds sono stati bocciati da Forza Italia e Lega.

Dunque l’Italia da una parte è in balia di una mancata volontà UE di concedere denaro sotto forma di “grants”, nonostante il blocco tedesco abbia ottenuto negli scorsi 20 anni enormi vantaggi grazie alla mera presenza dei paesi eurodeboli nella compagine dell’euro. Dall’altra gli USA non sono ancora disposti ad intervenire contro l’UE. In tale contesto per il governo è pressoché impossibile pensare di poter fare ripartire il Paese.

È parimenti chiaro che i tedeschi sanno perfettamente cosa sta bollendo in pentola, dunque sono coscienti che siamo ormai al “o noi, o loro”. Nel senso, o l’Italia capitola e fa arrivare la Troika, mandando al potere un governo italiano non più filo-USA ma filo-UE. O a novembre l’Italia sarà la testa d’ariete – o anche il kamikaze, speriamo di no – che farà deflagrare la costruzione eurocentrica franco-tedesca, in nome e per conto degli USA.

Dunque è facile attendersi che i tedeschi opporranno un rotondo NO alla richiesta italiana di soldi a fondo perduto per uscire dal Coronavirus e che il corollario di questo sia il disastro economico nazionale.

Sta di fatto che arrivati a novembre prossimo verrà attivato il memorandum già approvato dalla Casa Bianca per aiutare l’Italia economicamente, sostituendo la richiesta di fondi all’UE che a quel punto sarà diventata inutile per finanziare a ripresa post Covid-19. Mai dimenticare che nessun paese al mondo ha avuto il  privilegio di avere un memorandum USA con valore di legge finalizzato ad aiutare economicamente un paese straniero per uscire dalla crisi del virus, con un intervento simile al Piano Marshall, in dollari.

Tutto questo sempre che Trump venga rieletto. Infatti l’UE franco-tedesca si gioca tutto supportando dichiaratamente gli avversari di Trump …

In tale contesto ultimamente è spuntato anche Macron, il quale avendo ben compreso cosa succederà in autunno cerca di intestarsi il cambiamento prossimo venturo anticipando gli eventi, sebbene chi scrive non ritiene ci riuscirà.

Come ben capite questa è la crisi più grave della storia italiana, dal 1860, alla pari di Caporetto. Infatti l’alternativa è accettare di essere saccheggiati dall’EUropa, come vogliono fare i tedeschi imponendoci le condizionalità all’erogazione dei fondi per la ricostruzione post virus: trattasi di un’imposta patrimoniale monstre pari anche al 14% del valore netto dei patrimoni privati delle famiglie italiane, atto che se si concretizzasse annichilirebbe il benessere nazionale per i prossimi 50 anni.

Aspettiamo per intanto le risultanze della Corte di Karlsruhe (Corte costituzione tedesca) ad inizio maggio, risultanze che ritengo saranno più flessibili di quanto ci si aspetterebbe dai germanici. Poi trarremo le conclusioni.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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