L’Europa lancia un patto per il vaccino: subito arriva Bill Gates e Conte si inchina

“World against Covid-19”, il mondo contro il coronavirus. Su iniziativa della Commissione Ue, Italia, Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito, Canada, Giappone, Arabia Saudita (presidenza G20) e Consiglio europeo, lanciano un piano di cooperazione globale per la ricerca di un vaccino contro la pandemia da Coronavirus, con una maratona di raccolta fondi, il 4 maggio, che punta a mettere insieme, nella sua fase iniziale, circa 7,5 miliardi di euro. I contatti tra Bruxelles e le cancellerie di mezzo mondo fervono. L’obiettivo è convincere quanti più governi possibile a partecipare, e a donare. La lista si allunga col passare delle ore, spiegano dall’entourage della presidente Ursula von der Leyen, e da qui a lunedì molte cose possono cambiare, ma per il momento dell’elenco non fanno parte Mosca e Washington. E anche Pechino resta da confermare.

Tra le organizzazioni partner dell’iniziativa, l’OMS, il Wellcome Trust, l’Alleanza globale per i vaccini Gavi e, naturalmente, la Bill & Melinda Gates Foundation. Bill Gates, grande profeta dei vaccini e “main sponsor” dell’OMS, non poteva non mettere il cappello sul’iniziativa. Il primo a inchinarsi all’arrivo del grande magnate non poteva non essere Giuseppe Conte: proprio questo pomeriggio c’è stata una telefonata tra il premier italiano ed il fondatore di Microsoft, impegnato con la sua fondazione nel sostegno alla ricerca per lo sviluppo di un vaccino contro il Coronavirus, in particolare quelle in corso presso l’Università di Oxford con la partnership dell’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia e della multinazionale farmaceutica AstraZeneca.

Il premier italiano Conte e Bill Gates si sono impegnati per una forte cooperazione contro il virus, fin qui in teoria niente di male. Ma solo in teoria, perché in una ricerca così delicata come quella di un vaccino che avrebbe ormai un impatto planetario, il ruolo del pubblico dovrebbe essere assolutamente preminente. Non si può affidare ai capitali privati, per quanto versati in una fondazione, che finirebbero inevitabilmente per orientare ai propri interessi, o comunque alle proprie visioni, le priorità e gli esiti della ricerca.

Già è discutibile che la Commissione europea si affidi ad una sottoscrizione aperta ai privati per finanziare la ricerca sul vaccino del coronavirus, ma non è proprio il caso di fare il primo della classe su questa prospettiva, come sta facendo Giuseppe Conte.

Bill Gates è indicato da molti commentatori come il naturale anello di congiunzione tra Big Pharma (le grandi multinazionali dei farmaci) e Big Tech (le grandi multinazionali del digitale) ed è stato fortemente criticato anche da Robert Kennedy Jr che ha denunciato i vari scandali che hanno caratterizzato i piani vaccinali di Bill Gates e dell’Oms nei paesi poveri del terzo mondo.

“I vaccini, per Bill Gates, sono un business filantropico strategico che alimenta la sua innumerevole serie di altre attività legate ai vaccini (tra cui l’ambizione di dominare attraverso la Microsoft l’industria globale di identificativi vaccinali digitali), e che gli conferisce un potere dittatoriale sulla politica sanitaria globale.” Ha scritto Robert Kennedy Jr sul web, aggiungendo: “Oltre a usare la sua filantropia per controllare OMS, UNICEF, Gavi e PATH, Gates finanzia compagnie farmaceutiche private che producono vaccini e ha fatto una donazione di 50 milioni di dollari a 12 società farmaceutiche per accelerare lo sviluppo di un vaccino per il coronavirus.”

Ci sarebbero tutti gli elementi per un approccio più prudente, non trova Presidente Conte?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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