L’Italia in mezzo allo scontro tra USA e Germania

Il 20 maggio scorso il Presidente U.S.A. Donald Trump ha rilanciato il progetto di convocare, per il 25 giugno, il G7, la riunione dei sette paesi più industrializzati al mondo, di cui anche l’Italia fa parte.

Originariamente, l’evento era stato pensato secondo le modalità della tele-conferenza, ma Trump ha proposto un incontro reale, che si sarebbe dovuto tenere alla Casa Bianca con la partecipazione effettiva dei leader dei rispettivi paesi, con l’intento dichiarato di dare un forte “segno di normalizzazione”.

Il Primo Ministro inglese Boris Johnson, nel corso di una telefonata al Presidente Trump, aveva immediatamente confermato la sua presenza, anche nella previsione di poter discutere un nuovo accordo commerciale post-Brexit con gli U.S.A.

Subito dopo, era arrivata la conferma della partecipazione al G7 da parte di Emmanuel Macron (condizioni di salute permettendo).

Il Presidente EU Charles  Michel aveva accettato con una formula analoga, subito seguito dal premier canadese Justin Trudeau e dal Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, che avevano accettato senza riserve.

La notizia di particolare rilievo è che la Cancelliera tedesca Angela Merkel aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato al G7.

Questa volta lo scontro, al di là delle formule utilizzate, appare plateale. “Ad oggi, in considerazione della situazione complessiva della pandemia”, la Cancelliera “non può accordare la sua partecipazione personale al vertice”, ossia “non viaggerà a Washington”, aveva annunciato il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert.

Un alto funzionario USA, a condizione di anonimato, come riferisce l’AGI, aveva fatto sapere che, nei giorni scorsi, nel corso di una telefonata, si era verificato un forte contrasto fra Angela Merkel e il Presidente Donald Trump sui temi della Nato, del gasdotto Nordstream 2 fra la Russia e la Germania, nonché sulle relazioni politiche ed economiche con la Cina.

La Merkel aveva inoltre dichiarato, il 20 Maggio, che anche nella eventualità di una sua partecipazione: “In qualsiasi forma si tenga l’incontro, io lotterò in ogni caso per il multilateralismo. Questo è chiarissimo. Sia al G7 che al G20”.

Pare che il rifiuto della Merkel di partecipare al G7 abbia letteralmente fatto infuriare Trump.

A complicare il quadro sono intervenute anche le dichiarazioni del Ministro della Salute tedesco Jens Spahn, il quale ha ribadito in modo netto la propria contrarietà alla linea di Trump sull’OMS, definendo “un deludente passo indietro per la politica sanitaria internazionale” il ritiro degli USA dall’Organizzazione mondiale della Sanità, annunciata recentemente dal presidente americano.

Jens  Spahn ha continuato così: “Per avere un futuro, l’OMS ha bisogno di riforme”, aggiungendo che “l’Europa si deve impegnare con più forza, anche dal punto di vista finanziario” e che questa sarà “una delle priorità” durante la presidenza tedesca del Consiglio Ue, che prende il via il primo luglio.

La partecipazione di  Giuseppe Conte sembrava data per scontata, anche se non era stata ancora espressa formalmente.

La decisione della Merkel, in linea con la attuale politica tedesca filo-cinese ed in accordo con la politica del Grande Fratello sanitario, dettata dall’OMS di Bill Gates, aveva evidentemente l’intento di isolare Trump, creandogli una difficoltà nel gestire un G7 privo della Germania.

Ma Trump, da abile stratega, ha prontamente reagito.

Come?

Da un lato, rimandando il G7 ad una data successiva alle elezioni presidenziali americane, e, dall’altro, allargando gli inviti alla Corea del Sud, all’Australia, all’India e, soprattutto, alla Russia di Putin.

Quindi un G7 che diventa G10 o anche G11.

Al riguardo, Trump ha dichiarato che il G7, così come è concepito, è uno strumento ormai obsoleto, soprattutto in considerazione della configurazione dell’attuale quadro strategico internazionale.

Ha inoltre dichiarato che sarà necessario, durante questo futuro incontro, individuare la Cina ed i suoi rapporti con l’OMS, come il vero nemico da isolare e contrastare.

Inoltre, il recupero della Russia di Putin sarebbe un risultato storico, considerando che la Russia era stata esclusa dal G8, già dal 2014.

La Russia avrebbe tutto l’interesse a superare il blocco delle sanzioni, ricollocando il proprio ruolo politico all’interno di un G8 allargato che, escluderebbe comunque la Cina.

L’idea, espressa da un consigliere di Trump al New York Times, è quella di unire i tradizionali alleati per discutere della Cina, diventata un Paese rivale strategico degli USA.

Al riguardo Trump ha anche dichiarato: «Non penso che il G7 rappresenti cosa sta succedendo nel mondo. E’ un gruppo molto obsoleto di paesi”, ha detto il presidente americano parlando sull’Air Force One ai cronisti.

Come appare evidente, quello che poteva sembrare un apparente successo della Merkel, si è trasformato, invece, in un poderoso effetto boomerang, che non solo ne ridimensiona fortemente il ruolo, ma che la potrebbe costringere a sedere accanto al suo rivale politico Putin, in un consesso internazionale che avrà come scopo primario quello di isolare la nazione che attualmente la Merkel tende a considerare il suo più importante partner commerciale e politico, e cioè la Cina di Xi Jinping, nettamente allineata con l’attuale politica di controllo sanitario globale dell’OMS di Bill Gates.

E questo, per di più, dopo essersi assunta la responsabilità di avere indebolito il G7.

Quale sarà a questo punto la linea politica che sceglierà il governo italiano di Giuseppe Conte?

Seguirà la Merkel, appiattendosi ancora una volta sulle linee guida della politica tedesca, schiacciate su una visione del mondo incentrata sulle prospettive della dittatura sanitaria dell’OMS, di Bill Gates, e sui nuovi accordi programmatici filo-cinesi?

La questione appare davvero cruciale.

La mossa di Trump sta costringendo le parti in gioco a prendere una posizione netta.

I termini di questa contrapposizione vanno ormai aldilà della ordinaria possibile contrapposizione politica fra interessi di singole nazioni.

Il tema centrale è rappresentato dalla contrapposizione di blocchi di potere trasversale a livello internazionale, che vedono, da una parte, una Unione Europea a guida tedesca, schierata con il multilateralismo a guida cinese, in accordo con l’OMS di Bill Gates, da cui Trump ha preso le distanze, e, dall’altra, una visione del mondo in cui le singole nazioni ricercano accordi politici e commerciali nel rispetto delle proprie autonomie identitarie e sovrane.

La linea della Merkel, se seguita, corre il rischio di aprire un conflitto con l’America, che può riverberarsi sulla collocazione, non soltanto economica, ma anche strategica, dell’Italia, in particolare nell’ambito della Nato.

Nell’attuale contesto geo-politico, caratterizzato da crescenti tensioni internazionali, che vedono la contrapposizione, anche di natura militare, fra le grandi superpotenze (America, Cina, Russia), questa prospettiva può risultare estremamente pericolosa per l’Italia.

In più, c’è da considerare che la situazione generata dalla pandemia in atto e dalle politiche restrittive, poste in essere dal Governo italiano, hanno determinato una grave crisi economica in Italia, le cui prospettive sono purtroppo destinate a peggiorare ulteriormente, e, al momento, non sembra proprio che per risollevarsi da questa crisi si possa fare affidamento sul sostegno economico, che appare sempre più necessario nell’immediato, dell’Europa di Angela Merkel.

I risultati della linea filo-tedesca finora seguiti dall’asse PD-M5S, guidato dal Premier Conte, sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Ogni giorno, appaiono sempre più evidenti i segni di un malcontento sociale che potrebbe degenerare in seri problemi di ordine pubblico.

Siamo tutti in trepida attesa, di vedere cosa farà il nostro caro Giuseppi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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