L’Italia punta i piedi e l’UE sta finendo (a meno che Draghi…)

Alla fine la pressione concentrica dell’opposizione, del Movimenti 5 Stelle e delle esternazioni di Draghi, hanno costretto Giuseppe Conte a puntare i piedi al Consiglio europeo.

Gli altri si sono comportati come era ampiamente previsto. La Germania ha detto no ad ulteriori misure per aiutare i economicamente i paesi colpiti dal Coronavirus e attorno a lei si è riunito, ancora una volta, il fronte del rigore incarnato dai paesi del Nord. L’Italia, come al solito, si è trovata quasi da sola, fiancheggiata da una Spagna alle corde (che in Europa conta meno dell’Italia). La Francia appoggia formalmente l’Italia, ma, come al solito, è un appoggio peloso valido solo fino a quando la Merkel chiamerà Macron e gli darà quello che a lui, e solo a lui, serve. Ursula von der Leyen balbetta banalità, come è ormai compito dei presidenti della Commissione europea commissariata da Berlino.

Quindi nessuno spazio per le richieste italiane, solo la conferma di quanto già deciso dalla BCE. Viene anche predisposto un documento conclusivo di totale chiusura, che l’Italia è costretta a rifiutare. Conte, per non uscire totalmente sconfitto, si arrampica sugli specchi dando un “ultimatum” di dieci giorni ai partner europei per cambiare idea.

E dopo cosa succederà? La Germania non cambierà idea: ha sempre detto di no a qualsiasi ipotesi di impegno europeo, meno che mai ai “Corona-bonds” ipotizzati dall’Italia e anche dalla stessa BCE. D’altra parte i tedeschi hanno dimostrato la forza di poter fare da soli e di non temere, né ora né mai, una procedura d’infrazione.

Quindi o l’Italia piega la testa o l’Unione europea è finita, a cominciare dall’Euro. D’altra parte, dopo le forti dichiarazioni di Mario Draghi sulla necessità di fare spesa pubblica e debito pubblico in dosi dieci volte maggiori alle risorse fino ad ora messe a disposizione del Governo, Conte è veramente all’angolo. O si sfascia lui, o si sfascia l’Europa.

Con una terza ipotesi: quella di un governo tecnico guidato da Draghi che abbia già in tasca un compromesso con la Germania: aiuti all’Italia in cambio della svendita del suo patrimonio industriale…

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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