Lo strano caso Italia. Un libro per capire crisi economica e trattati europei

Domani pomeriggio alle ore 17 nella Sala conferenza di via della Scrofa 43 a Roma con un confronto politico e culturale trasversale, sarà presentato a Roma il nuovo libro di Luciano Barra Caracciolo ”Lo strano caso Italia. Breviario di politiche economiche nella crisi del globalismo istituzionale aggiornato all’emergenza del coronavirus’, pubblicato da ‘Eclettica Edizioni’. Barra Caracciolo, presidente di Sezione del Consiglio di Stato ed ex-sottosegretario alle politiche europee nel primo Governo Conte, affronta il tema scottante dell’impatto che i trattati europei hanno sulle possibilità di sviluppo economico e sociale dell’Italia, soprattutto a seguito dell’emergenza coronavirus. In questa chiave viene letto il problema dell’utilizzo del Mes e le prospettive aperte dal ‘Recovery Fund’ oggi in discussione la Consiglio europeo, indicando strumenti di politica economica che possano realmente aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi senza rinunciare ai fondamenti sociali della nostra Costituzione. Alla presentazione si confronteranno con l’autore il senatore Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega, l’onorevole Andrea Delmastro, dell’ufficio politico di Fratelli d’Italia, e l’onorevole Stefano Fassina di Leu. Modera il dibattito il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano.

Mentre il testo originario di questo libro, completato alla fine del 2019, stava andando in stampa, in Italia e nel mondo è sopravvenuta la crisi del coronavirus (Covid-19), che si è manifestata in una pandemia e in una crisi economica di entità e caratteristiche senza precedenti nella storia dell’economia. Ciò ha dato spunto per un aggiornamento del complesso delle analisi e della soluzioni ipotizzate in origine nel testo.

Le situazioni emerse dalla crisi pandemica, – sia nella sua forma di blocco delle attività sociali ed economiche, sia nel manifestarsi progressivo delle sue conseguenze sulla stessa sopravvivenza di imprese e posti di lavoro -, confermano in condizioni “estreme” quanto originariamente esposto nel libro.

Nel libro, infatti, si è cercato di rispondere alla domanda: sono realmente praticabili, dentro l’eurozona e la sua complessa disciplina di “vincolo esterno”, delle politiche di crescita senza incorrere in sanzioni e nel ricatto dello spread?

Per rispondere a questa domanda si ricostruiscono gli scenari che, sia a livello europeo sia nel più ampio fenomeno istituzionale della c.d. globalizzazione, hanno indotto, negli ultimi 40 anni, una profonda ristrutturazione del modello sociale e produttivo in base al quale l’Italia aveva raggiunto il rango di quinta potenza economica mondiale. Un’attenta valutazione del dato istituzionale indica che non solo le regole dell’eurozona (peculiarità della sua banca centrale, disciplina del fiscal compact, divieto di solidarietà fiscale incarnata nel c.d. ESM) limitano, di per sé, la potenziale esplicazione di qualsiasi politica economico-fiscale efficace, ma inducono una forte conformazione del pensiero economico, e della stessa capacità di policymaking, dei vari livelli di governo.

Si ipotizza perciò l’adattabilità, pur difficile in questo ambiente istituzionale e “culturale”, di classici strumenti di politica economica, in realtà imposti dall’analisi del ciclo economico e dalla ristrutturazione della nostra economia verso un traino exportled della crescita sempre più asfittico. Uscire dal vicolo cieco del vincolo esterno e dell’economia della globalizzazione in crisi, è possibile “aggirando” un combinato di criticità accumulatesi a causa dell’applicazione annosa, ed inasprita, di regole disfunzionali al nostro (originario) modello di specializzazione. Il rimedio consiste in un difficile combinato di politiche fiscali e industriali espansive: ma pur sempre possibile ponendo un’estrema attenzione al dato istituzionale, cioè alle maglie che si intravedono nelle regole in cui siamo reclusi.

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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