Lucia Azzolina, un ministro contro la scuola

“Più buio di mezzanotte non può fare” diceva il detto. Per i precari della scuola non è così, più buio di mezzanotte c’è il rosso del rossetto del ministro dell’Istruzione Azzolina che, se non fosse per questo cosmetico esibito di fronte a milioni di italiani in tv, sarebbe tranquillamente passata inosservata. Ma l’Azzolina un segno nella storia voleva lasciarlo e, nell’incapacità di fare qualcosa di buono (come può uscire qualcosa di buono da quei cavalli impazziti del Movimento 5 Stalle dei “magnifici cinque” Di Maio, Bonafede, Fioramonti, Lezzi et voilà Azzolina?), ha deciso di fare del suo meglio, ovvero il peggio per centinaia di migliaia di insegnanti precari.

Qual è la genialata partorita dall’ultima delle menti più eccelse della stalla grillina? L’annullamento di ogni prospettiva di stabilizzazione per i precari della scuola unito allo slittamento dell’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia e della loro riapertura. Cosa significa ciò? Proveremo a spiegarlo.

Innanzitutto per l’anno scolastico 2020/2021 sono previste 180.000 cattedre di materia o sostegno che andranno assegnate tramite il meccanismo della supplenza. A questo punto ci si chiede: ha ancora senso rinviare i concorsi e creare nuovamente disagi a settembre con la nomina, ritardata rispetto all’inizio dell’anno scolastico, di nuovi supplenti? E il criterio della continuità didattica, al di là delle chiacchiere dell’equino neoministro, come viene assicurato? E la stabilizzazione dei docenti di cui si era fatta paladina – verrebbe da dire palafreno data la stalla da cui proviene – dov’è? Ma qualche consiglio, per amore patrio e della scuola proviamo a darlo.

Data la presenza, in terza fascia, di centinaia di migliaia di docenti formati sul campo e nelle classi con almeno quattro anni di servizio e che hanno conseguito i 24 cfu che il ministero aveva chiesto per implementare conoscenze e competenze metodologiche, perché non provvedere alla loro stabilizzazione e, in tal modo, all’abbattimento di buona parte del precariato?

La ministra a questo punto potrebbe obiettare che mancano i tempi per bandire un concorso. Noi di contro sosteniamo che sarebbe un falso problema dato che già il concorso straordinario, cui la ministra stava “lavorando” (con molta calma a dire il vero), sarebbe stato svolto con la partecipazione a un “quizzone” e ad un esame al termine dell’anno di prova. Si proceda allora direttamente alla stabilizzazione e, volendo, si consideri il prossimo anno scolastico come anno di prova con un esame finale al termine. I posti sono tanti e i titoli, gli anni di servizio, le certificazioni e le sofferenze dei precari sono addirittura superiori per numero.

A questa assurdità se ne aggiunge un’altra: quella dello slittamento della riapertura e dell’aggiornamento delle graduatorie di istituto, che esclude da tutele le migliaia di docenti che almeno dal 2017 lavorano con il meccanismo di messa a disposizione, che ritarda la stabilizzazione di precari ormai storici e che limita la mobilità sul territorio di migliaia di insegnanti con famiglie al sud e lavoro al nord. Alla faccia del ministro che comprende le sofferenze dei precari e che in passato era partito dal con le valigie di cartone! Vanto penosamente esibito come le lacrime equine mostrate in tv mentre spiegava i provvedimenti del decreto scuola.

Quale motivazione è stata fornita dal vetusto (le piace questo aggettivo onorevole Azzolina?) ministro con le valigie di cartone? Non ci sono programmi che gestiscano le domande online, risposta che è una mezza bugia ed un’assurdità totale!

È una mezza bugia perché già metà della domanda – il famoso modulo B con la scelta delle 20 scuole – veniva compilata e inviata online attraverso l’utilizzo della piattaforma Istanze Online. Inoltre non tutte le domande saranno da compilare ex novo, ma la maggior parte di queste andrebbero solamente aggiornate nel punteggio e nella scelta di scuole e province. All’aggiornamento del punteggio si potrebbe procedere con un’autocertificazione, cosa che peraltro già accade, delegando alla scuola presso cui si prenderà servizio il controllo dei titoli. Signora ministro, ci vuol far credere che dopo aver creato cinque inutili moduli di autocertificazione sia impossibile creare un sesto e per di più utile? Inoltre per la parte restante, quella della scelta delle scuole, non dovrebbe inventarsi alcun programma: già da tempo le scuole venivano scelte online.

Infine perché la mancanza di un programma che consenta di compilare e aggiornare le domande è un’assurdità totale? Perché da un ministro del partito che ha fatto della diffusione del digitale la sua battaglia, in un contesto quale quello dell’Istruzione in cui la didattica digitale è l’ultima (e lesiva) moda lanciata dai Cinque Stalle e in un periodo in cui la didattica a distanza è divenuta necessità, ci si aspetterebbe altro.

Quasi un milione di insegnanti, nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, ha dovuto inventarsi mezzi, metodologie, lezioni, prove di verifica e metodi di valutazione per continuare a svolgere il proprio lavoro e quindi per dare sostanza alla scuola e un ministero, da aprile a luglio, non è in grado di farsi fornire un programma utile per l’espletamento di qualche pratica burocratica? Ovvero, i docenti con impegno, fantasia e volontà hanno trovato DA SOLI in una notte il modo per continuare a dar sostanza alla scuola e il ministro IN TRE MESI non riesce nemmeno a mandare avanti qualche pratica burocratica?

Allora signora Azzolina, non si nasconda dietro scuse inutili, non utilizzi la sciagura presente e la mancanza di tempi e di mezzi per nascondere la sua incapacità. Ormai abbiamo capito lei e tutti i grilli come lei, sappiamo che vi trovate lì al potere non sapendo né come né perché, ma abbiate almeno la decenza di ascoltare. Per favore, si faccia un bagno d’umiltà, si metta il rossetto e si guardi allo specchio: non le sembra davvero il momento di ascoltare chi manda avanti la scuola e di mettere noi precari nelle condizioni di lavorare per la scuola, per gli alunni e per l’Italia? Tanto lei al massimo tra un paio d’anni passerà, i danni da lei creati, purtroppo, no.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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