Mascherine tricolori a Piazza del Popolo (con intervento della Polizia), la Meloni (seguita dalla Lega) in piazza il 2 giugno

Le Mascherine tricolori hanno alzato il livello della loro protesta e, oltre a decine di manifestazione in tutta Italia, hanno invaso piazza del Popolo. Nella storica piazza della protesta di destra si sono ritrovate centinaia di persone per quella che fino ad ora è la manifestazione più numerosa mai fatta dopo l’emergenza Covid-19. Naturalmente questo non poteva non infastidire i palazzi del Potere che hanno costretto le Forse dell’Ordine ad intervenire per fermare la manifestazione.

Immediata la protesta del comitato organizzatore delle Mascherine Tricolori: “Stamattina, per il terzo sabato consecutivo, avevamo dato pubblicamente appuntamento a commercianti, ristoratori, partite iva e lavoratori dipendenti in Piazza del Popolo a Roma. La protesta, come già avvenuto nelle settimane scorse era pacifica e i manifestanti, nonostante l’alta partecipazione, si tenevano a distanza di sicurezza così come previsto dalle norme anti Covid-19. Mentre ci dirigevamo verso le macchine e le fermate metro più vicine, siamo stati chiusi ad imbuto da due ingenti schieramenti di polizia e carabinieri in assetto anti-sommossa che hanno creato di fatto un assembramento”.

“La nostra libertà è messa a repentaglio anche da chi dovrebbe tutelare la legalità.” Continua il comunicato:  “È assurdo che, nel 2020, lo Stato vada avanti a colpi di Dpcm e repressione del dissenso. Indossiamo le mascherine tricolori come simbolo di lotta per la libertà: siamo stufi di un governo che parla solamente, ma non ha ancora erogato la liquidità necessaria per far partire le attività. Le forze dell’ordine ci hanno chiuso la strada bloccando entrambi i lati con militari in assetto anti-sommossa, chiedendo i documenti ai partecipanti e minacciando sanzioni e pene esemplari. Più che l’Italia sembra la Cina”.

Ma non basterà questo a spegnere la protesta. Ormai l’esempio delle Mascherine Tricolori è destinato a contagiare tutta Italia. Ieri Giorgia Meloni ha indetto una grande manifestazione di piazza per il 2 giugno, rispettando le norme di sicurezza ma senza privare gli italiani del diritto di scendere in piazza proprio nel giorno della Festa della Repubblica. Poche ore dopo si è accodato anche Matteo Salvini che ha indetto anche lui una mobilitazione per lo stesso giorno. Nonostante queste due convocazione siano partite in parallelo, siamo sicuri che Fdi e Lega si coordineranno in un unico grande evento aperto a tutta l’opposizione sovranista.

D’altra parte, dopo l’annullamento della consueta sfilate delle Forze Armate in via dei Fori Imperiali, è importante che il mondo di chi crede dei valori della Nazione non rinunci a stare in piazza nel giorno della Festa della Repubblica.

Se la sinistra per festeggiare preferisce il 25 aprile, giorno della divisione e della guerra civile, è giusto che il mondo sovranista scelga il 2 giugno, che deve essere il giorno della ricostruzione repubblicana, della Costituzione fondata sul Lavoro e sulla sovranità del Popolo, della Nazione italiana che non vuole morire.

Ormai la diga è rotta, la protesta può e deve dilagare.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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