Nuove accuse dalla Regione Lombardia: dal Governo solo briciole e sempre confusione nei decreti

Non si placano le accuse nei confronti di Giuseppe Conte da parte della Regione più colpita. Ancora una volta Attilio Fontana attacca  duramente il Governo sull’emergenza coronavirus.

Dai microfoni di Radio Padania il presidente della Regione Lombardia sbotta: “Stiamo ancora aspettando delle risorse materiali, è passato un mese e mezzo dall’inizio dell’emergenza e da Roma abbiamo ricevuto briciole”. La verità, continua Fontana, è che la Lombardia ha fatto tutto da sola: “Se non ci fossimo mossi noi” a muoversi per acquistare materiale, “avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni. Il numero di mascherine che ci arrivava dalla Protezione civile non ci avrebbe consentito di aprire. È una vergogna, non ci è arrivato se non una piccola parte di quello che abbiamo richiesto a Roma. Ce la siamo dovuta cavare con nostri mezzi e risorse”.

Ma non solo: nella Regione è stato registrato un aumento delle uscite dei cittadini in strada che viene addebitato all’ennesima confusione sui decreti del Presidente del Consiglio, in particolare la possibilità di andare a fare una passeggiata con i figli. Il Governo precisa che si tratta solo della possibilità di non lasciare da soli a casa i figli appresso quando si fanno uscite necessarie, ma questo non l’aveva capito nessuno, tantomeno i giornalisti del servizio pubblico.

Pubblicità
Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi