Senza impianti lo Sport non è Sport: petizione ASI a Conte

L’ente di promozione sportiva ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), presieduto da Claudio Barbaro, ha lanciato questa petizione online diretta al Presidente del Consiglio dei Ministri per difendere lo sport di base dal rischio di essere travolto dall’emergenza Covid-19. L’obiettivo minimo di 2.500 firme è stato ampiamente superato, ma più firme arriveranno più sarà forte la posizione dello sport dilettantistico nei confronti del Governo e del Parlamento.

Questo è il testo della petizione:

“Lo sport, e la pratica sportiva, sono, a ragione, considerate portatrici di benessere psicofisico per tutte le fasce di popolazione, sono numerosi gli studi che confermano le ricadute positive sulla salute dei cittadini che praticano costantemente sport, sia di alto livello che amatoriale.

Lo sport, con il suo indotto, vale qualcosa come il 4% del PIL nazionale, tra dirigenti, tecnici ed istruttori è una fonte di reddito per centinaia di miglia di persone.

Tutto ciò è garantito, grazie al quotidiano lavoro, da associazioni e società sportive che svolgono le proprie attività nei propri centri sportivi, siano essi di proprietà, in affitto o in concessione da Enti Pubblici.

Eppure oggi, in piena emergenza Covid-19 che ha, giustamente, imposto la sospensione forzata di tutte queste attività, nessuno al governo si sta ricordando di queste realtà!

Chiediamo al Governo, al Ministero per le Politiche Giovanili e dello Sport, al CONI ed a Sport e Salute SPA maggiori attenzioni e risposte rapide e più incisive, non palliativi come quelli messi in campo fino ad oggi, per tutelare e sostenere il mondo dell’associazionismo sportivo, con interventi mirati a consentire, una volta passata l’emergenza Covid-19, la riapertura di tutti gli impianti sportivi che, invece, in mancanza di sostegno, rischieranno di chiudere!”

Per aderire potete utilizzare questo link: http://chng.it/tRYkLBYwM6

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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