Strage di Bologna: perché il Governo non toglie il segreto di Stato?

Il rinvio a giudizio di Paolo Bellini, per concorso nella strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, mi porta a fare le riflessioni che seguono, quasi fossero un messaggio nella bottiglia e gettato in mare, nella speranza che qualcuno possa rispondere.

Non entrerò nel merito della decisione del rinvio a giudizio, né delle indagini.

Quando avvenne la strage avevo 19 anni ed insieme ad un amico ascoltavo la radio. All’improvviso la trasmissione fu interrotta e Gustavo Selva, giornalista democristiano (successivamente senatore di Alleanza Nazionale), ad appena un’ora dalla strage, diffondeva la notizia che “la strage era di matrice fascista”. Come avesse potuto affermarlo, non l’ho mai compreso, nessuna indagine era stata avviata e la priorità era coprire con il telo bianco le vittime e soccorrere i feriti.

Da allora quella strage è per antonomasia “fascista”. Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, pur riconoscendo altri omicidi, si dichiararono sempre estranei alla strage ma furono condannati e scontarono la pena su indizi, non prove certe.

L’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, all’epoca Ministro degli Interni, conclusi i suoi mandati presidenziali, dichiarò che esisteva un patto segreto tra Stato e Olp, l’organizzazione terroristica palestinese di Arafat, per consentire il transito di armi dall’Italia, in cambio di essere risparmiarti da attentati. Secondo Cossiga l’esplosivo, in transito, esplose per il caldo. Nessun magistrato ha mai indagato su queste dichiarazioni.

Paolo Bellini è, in base alle cronache giudiziarie, implicato in molti omicidi, poté circolare in Italia sotto falsa identità, di un certo Da Silva, cittadino brasiliano e qualche anno fa si accusò dell’omicidio di Alceste Campanile, il giovane militante di Lotta Continua reggiano(con trascorsi nel MSI). Nel 1999, quando fu arrestato, nel ristorante della ex moglie e dell’ex suocero, io, allora candidato Sindaco per AN e Fi, mi trovavo a cena lì con amici. Una televisione locale insinuò che non mi trovassi in quel luogo casualmente, ma ciò non intaccò la mia onorabilità ed il risultato elettorale. Alleanza nazionale elesse 6 consiglieri comunali, Fi 5 ed insieme raggiungeremo quasi il 28 percento. Per la mia periodica frequentazione di quel ristorante mi capitava di trovarvi Bellini, il quale, essendo io un volto noto della politica locale, mi salutava. Io ricambiavo, sapendo chi fosse, dalle cronache giudiziarie.

Vengo ora ad alcuni dubbi. Bellini non mi pare sia in carcere, dove sia e sotto quale identità non è noto, ha goduto di coperture da parte di pezzi dello Stato e mi chiedo, considerato il suo excursus, cosa possa cambiare per lui una condanna in più.

Comprendo la volontà delle vittime della strage del 2 agosto di fare luce, ma mi chiedo se sia la verità che può uscire dal futuro processo, o solo la conferma di ciò che Gustavo Selva dichiarò alla radio un’ora dopo la strage. La storia della nostra Repubblica è purtroppo costellata da troppi misteri, sul terrorismo nero e rosso. Penso che l’unica cosa di cui vi sarebbe bisogno, e nessun Governo ha mai fatto, è di togliere il segreto di Stato sui molteplici punti oscuri della nostra storia.

Nel mio messaggio nella bottiglia c’è un solo quesito: perché  l’attuale Governo non colma questo vuoto?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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