Un presidio davanti al Quirinale per salvare l’Italia – di Giorgio Ciardi

Nell’ordalia di comunicazioni istituzionali strampalate, grida manzoniane, e numeri spesso dati a casaccio e senza nessuna spiegazione, si disvela la totale inadeguatezza di chi è chiamato per ruolo istituzionale a condurre il popolo italiano nei procellosi flutti di quest’odierna pandemia.

Mentre il mondo della sanità sta dimostrando con totale abnegazione il proprio valore operando sopra le macerie di un sistema fiaccato da anni di tagli ai bilanci operati per compiacere le vestali del rigore domestico ed eurocratico, assistiamo attoniti al balbettio ciarliero del brillantato, più che brillante, Avvocato del popolo impegnato con il suo vaniloquio a distrarre l’attenzione degli italiani, sugli errori e le sottovalutazioni commesse, oltreché, ed è ancor più grave, per nascondere il tentativo di utilizzare l’attuale tragedia, quale sotterfugio per imporre all’Italia condizioni insostenibili per affrontare quello che sarà per la nostra società e per la nostra economia un vero e proprio dopoguerra.

In questa settimana a Bruxelles si decideranno le misure a sostegno dell’economie delle nazioni aderenti all’Unione Europea, e chi dovrebbe rappresentare gli interessi dell’Italia sarà in primis il Ministro dell’Economia, noto per la sua acquiescenza ai diktat più ripugnanti che le nazioni dominati in Europa  vogliono continuare ad imporre ai nostri popoli sul modello del “salvataggio Grecia”.

Nella situazione eccezionale che stiamo vivendo, tale prospettiva impone una forte e risoluta mobilitazione degli Italiani in difesa del proprio modello economico-sociale, peraltro già messo in discussione ed indebolito da un decennio di assurde politiche di austerità e di sostanziale cessione di sovranità nazionale. Ma vista l’impossibilità di “uscire di casa”, l’invito da proporre ai nostri rappresentanti in Parlamento è quello di istituire un presidio permanente dinanzi al Quirinale, per richiamare il Presidente della Repubblica all’obbligo della difesa delle garanzie costituzionali e dell’interesse nazionale, che mai come in questo frangente storico è messo in pericolo dall’insipienza e dal tradimento di chi ci dovrebbe tutelare come popolo e come nazione.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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