Un’altra rapina ai danni del Mezzogiorno

Secondo le autorevoli indiscrezioni fornite dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, il Governo Conte si starebbe accingendo ad un ennesima rapina ai danni del Mezzogiorno.

Secondo quanto riferisce lo stesso ministro, infatti, nelle proposte contenute nel documento del Dipe (Dipartimento per la programmazione della politica economica di Palazzo Chigi) non solo viene lanciata l’idea di rinviare ulteriormente la clausola del 34% degli investimenti da destinare al Sud, ma si paventa anche l’idea di dirottare i fondi di coesione e sviluppo verso altre aree d’Italia.

Una rapina inaccettabile ai danni del Mezzogiorno cui, per l’ennesima volta, verrebbero sottratte risorse proprie per destinarle ad altri, proprio nel momento in cui è maggiormente necessario investire nella parte d’Italia che ha dimostrato una maggiore capacità di combattere il Coronavirus e su cui lo Stato deve investire maggiormente anche ipotizzando, oltre agli investimenti, una cospicua fiscalità di vantaggio che favorisca la creazione di imprese nelle regioni meridionali.

Non può essere per l’ennesima volta il Sud a pagare il costo della crisi economica, non possono essere i meridionali a pagare di tasca propria l’incapacità del Governo di fronteggiare la crisi sanitaria ed economica.

Il Sud ha già dato in questo senso, con un lockdown che è andato ben oltre le emergenze del proprio territorio, ha subito l’ironia di chi aspettava il tracollo del suo sistema sanitario, non può adesso anche pagare il prezzo della crisi.

L’interesse nazionale dovrebbe porre il Sud al centro dell’agenda politica anche per sfruttare il vantaggio competitivo di avere in Italia l’unica zona europea che è stata in grado di affrontare il virus con celerità e con costi umani sostanzialmente contenuti.

Se il Governo Conte pensa di andare contro il Sud, non soltanto le opposizioni ma tutti i parlamentari meridionali sono moralmente obbligati ad alzare gli scudi per difendere, nel segno del’interesse nazionale, la dignità e la speranza di questi territori.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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